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Edizioni THYRUS La magia della parola scritta
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Jerry Guacci Infine il chiarore |
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Notte m'avvolge: amore antico più mi sconvolge. Altro dico... credo che sia nata poesia.
Quanti amori perduti! Cerco di riappropiarmene: tra le scorie, i rifiuti del tempo mani affondo... rapido le ritiro. Non ebbi e non ho l'arme, solo una penna a biro
La notte mi chiama, inseguo il silenzio... vogliosa lo brama, ripiena d'assenzio, la mente provata ma non alterata.
Buonanotte a quella musa della leggiadria dea. Dissetarsi ella usa alla fonte pegasea mentre ispira al suo poeta ogni rima più segreta.
S'arroga mendace lo spirito passioni... per darsi poi pace si cala in finzioni.
Manca la confessione tra di noi. Le parole sentimento non rendono... La solita finzione che si va ripetendo.
Poesie per L'Aquila
A
L'Aquila Trema la terra ancora. Città d'antichi fasti, i tuoi palazzi guasti esponi a noi. Ti onora la dignità con cui lo fai, perci io fui legato a te e lo sono come a prezioso dono. (Aprile 2009)
L'Aquila,
6 aprile 2009 terso il cielo, in alto splende il sole. Nell'aria fredda piange la città. Nessuno accetta la realtà n vuole crederci. Corpi sotto le macerie: senza luce qualcuno ancor vivrà. Oh destino crudele, le miserie del mondo metti in mostra immantinente; le grida soffocate dei sepolti nessuno dei soccorritori sente. Pesa l'errore come forse il dolo dell'uomo, con i suoi disegni stolti. Nel cielo azzurro intanto prende il volo uno stromo di uccelli che risalta sul bianco della neve vasta e alta. Spettatore del nostro viver vano il Gran Sasso ci guarda di lontano. (Aprile 2009)
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